I più frequenti dubbi in ambito d’Assicurazioni per la responsabilità civile professionale

Premessa:
Nel secondo millennio – caratterizzato dall’alta tecnologia strumentistica, dall’aspettativa sempre crescente dei pazienti e dalla conseguente impennata del contenzioso contro i medici – l’assicurazione per la responsabilità civile professionale, probabilmente, costituisce un’ancora di salvezza per la classe medica ed odontoiatrica.
Tuttavia, nel “mare magnum” delle innumerevoli offerte assicurative, un professionista della sanità (seppur dotato di altissime doti specifiche, ma privo di dimestichezza giuridica ed economica per navigare nel “fondale” assicurativo), non sempre riesce, facilmente, aggrapparsi al “salvagente” assicurativo, carpendo tutte le potenzialità, o, inutilità.
Per questo, e senza pretese di esaustività, questo compendio si propone di svelare i dubbi più frequenti, tipici del contratto assicurativo, in modo da fornire un aiuto concreto ai tutti gli esercenti la professione odontoiatrica, siano essi già assicurati, o solo intenzionati a divenirlo.

1. Cosa è un contratto d’assicurazione?
Trattasi di atto complesso, formato da più documenti, due dei quali, di fondamentale importanza (comprendenti il vero e proprio contratto assicurativo, vincolante per le parti), quali:
• la polizza assicurativa: contenente: i dati essenziali dei soggetti (es: contraente e beneficiario, non sempre coincidenti), del contratto (es: durata, luogo), dell’oggetto (es: entità del premio, massimale e franchigia), della causa (assunzione di un rischio a fronte del versamento di un corrispettivo), etc..
• le condizioni generali di contratto: contenenti tutte le clausole contrattuali, quali ad esempio: gli obblighi dell’assicurato in caso di sinistro, la modalità di disdetta, lo specifico rischio assicurato, la decorrenza, etc.

Innanzitutto, si attenzioni che i contratti assicurativi appartengono ai cd “contratti d’adesione“, il cui contenuto è predisposto unilateralmente da un parte (in tal caso dalla compagnia assicuratrice), mentre all’altra parte (medico) non resta che l’alternativa tra l’accettazione in toto del testo contrattuale o la rinuncia alla sua stipulazione, senza possibilità di pattuirne e modificarne il contenuto.
Tuttavia, si ricordi che, a tutela della parte aderente, in caso di dubbio sul significato di una o più clausole, esse si debbano interpretare in favore dell’assicurato (art 1370 c.c.).
Fatta questa premessa, si passa a chiarire il significato degli elementi tipici di un contratto d’assicurazione, quali:
Premio: il corrispettivo pagato dal cliente in cambio della copertura assicurativa. Esso può essere fisso, o variabile, in base al verificarsi o al non verificarsi di sinistri nel periodo assicurativo.
Sinistro (o Rischio): L’evento avverso contro il quale il cliente si assicura.
Massimale: La soglia massima d’indennizzo che l’assicuratore s’obbliga a risarcire. Ad es. Se si è pattuito un massimale di € 500.000,00 ed l’assicurato cagiona un danno di € 600.000,00, i € 100.000,00 di differenza non saranno coperti dall’assicurazione e resteranno a carico dell’assicurato.
Franchigia. E‘ l’opposto del massimale. Rappresenta la soglia minima a partire dalla quale l’assicurazione è obbligata a versare l’indennizzo. Così, se è prevista una franchigia di € 1.000,00, di fronte ad un anno cagionato di € 1.500,00, l’assicuratore sarà tenuto a versare un indennizzo di soli € 500,00.

2. Cosa fare, praticamente, qualora un paziente lamenti di aver subito un danno a seguito dell’attività professionale odontoiatrica, per cui esiste apposita copertura assicurativa.
In tal caso, gli obblighi, o gli oneri (diritto a cui corrisponde un previo obbligo di attivazione dell’assicurato), sono:
• sporgere DENUNCIA del sinistro: mera comunicazione tempestiva dell’avvenuto sinistro (generalmente, entro 3 giorni dalla sua verificazione o dal momento in cui se ne è avuta conoscenza- art. 1913 c.c.).
• presentare una RELAZIONE: in cui si descrive analiticamente: il fatto, le conseguenze, il nome e il domicilio del danneggiato, e si allegano i documenti e gli atti giudiziari relativi al sinistro.
• Presenziare alla visita medico legale del danneggiato.
Sebbene ciò non costituisca un vero e proprio obbligo a carico dell’assicurato, ciò è opportuno al fine di una migliore tutela dei propri interessi.

N.B.: la denuncia (comunicazione tempestiva e sommaria dell’avvenuto sinistro) è altra cosa rispetto alla relazione (dettagliata e studiata a fondo, anche col supporto di un legale, per descrivere l’avvenuto sinistro, in modo esaustivo, ma quanto più non compromettente).
In caso d’inadempimento dell’obbligo di denuncia, sono previste sanzioni gravi, quali: la perdita del diritto all’indennità, per omissione intenzionale e la riduzione del detto diritto per omissione colposa (art. 1915 c.c.).

3. Come procedere in caso di più assicurazioni esistenti?
La c.d. clausola “a secondo rischio”.
Qualora l’odontoiatra sia assicurato per il medesimo rischio con più assicurazioni (anche stipulate da terzi in suo conto, es: un ospedale), dopo aver dato notizia del sinistro a tutti gli assicuratori, lo stesso potrà venire indennizzato:
• sino alla soglia del massimale dell’assicurazione, solo dall’assicurazione stipulata per prima (criterio per evitare che l’assicurato tragga un guadagno dal sinistro, anziché ricevere un semplice indennizzo);
• oltre la soglia del massimale della prima assicurazione, solo dall’assicurazione stipulata in seconda battuta (sempre che si superi il primo massimale).

4. Qual’è la copertura di rischio effettivamente assicurata?
L’alternativa tra le clausole c.d. “Claims Made” e “Lost Occurance”.
Il contratto assicurativo può prevedere, alternativamente, le seguenti clausole:
“LOST OCCURANCE” (tipicamente italiana, nel c.c.): La copertura assicurativa opera solo per gli eventi verificatesi durante il periodo di validità del contratto
assicurativo (es: solo 2011), indipendentemente da quando vengano denunciati (cioè: l’assicurato non è coperto per tutti gli eventi che si riferiscano ad eventi, accaduti, precedentemente (es: 2010) o successivamente (es: 2012) al periodo assicurato (2011), anche se denunciati durante il periodo di validità del contratto assicurativo (2011).
N.B: Tale tipo di assicurazione non copre i sinistri avvenuti prima della stipulazione del contratto ma denunciati in pendenza di questo.
Di conseguenza, l’assicurato corre il rischio di non essere coperto per i danni cagionati prima della vigenza assicurativa, ma di cui è venuto a conoscenza in vigenza della “copertura” assicurativa.
Per evitare tale inconveniente, bisognerà verificare se le condizioni generali del contratto prevedano le c.d. clausole di retroattività, che coprono anche i sinistri cagionati un certo lasso di tempo precedente il contratto assicurativo (generalmente 2 anni, ma potrebbe anche non esser previsto alcun limite temporale), in modo da tutelarsi anche per l’attività professionale pregressa alla conclusione del contratto d’assicurazione.
“CLAIMS MADE” (d’importazione anglossassone): La copertura assicurativa opera per i sinistri denunciati durante la validità del contratto assicurativo, indipendentemente dalla data di loro verificazione. In tal modo l’assicurazione coprirà i sinistri avvenuti precedentemente alla vigenza del contratto, ma denunciati dopo la stipula dello stesso, ma non comprenderà i sinistri avvenuti durante il periodo di validità del contratto, ma denunciati successivamente.

CLAUSOLA DI GARANZIA POSTUMA.
Al fine d’evitare la beffa di essere tenuti a risarcire personalmente per un danno verificatosi quando si era in possesso di una valida polizza, sarà opportuno che l’odontoiatra aderisca alla c.d. clausola di garanzia postuma, con cui, a costo di pagare un premio aggiuntivo (ma, generalmente, non eccessivo), si garantisca la copertura assicurativa anche per i sinistri avvenuti in pendenza d’assicurazione, ma denunciati successivamente.
Più specificamente: La clausola di garanzia postuma sarà utile in caso di:
• Cessazione dell’attività professionale: attraverso la clausola di garanzia postuma l’odontoiatra, che concludendo l’attività cessi d’essere assicurato, godrà di tutela per i sinistri denunciati dopo il detto ritiro dall’attività professionale;
• Passaggio da una polizza “Claims made“ ad una polizza “Lost Occurance“: nel caso in cui l’odontoiatra assicurato debba indennizzare un danno per un evento verificatosi durante la pendenza del contratto con clausola “claims made”, ma denunciato durante la pendenza del contratto lost occurance, il contraente, benché coperto da assicurazione durante l’arco temporale in cui il sinistro è avvenuto, corre il rischio di non poter esigere alcun indennizzo da nessuna delle due assicurazioni, tuttavia aderendo alla clausola “garanzia postuma” spetterà all’assicurazione stipulata precedentemente risarcire anche i sinistri denunciati dopo la scadenza contrattuale.

5. In caso di RESPONSABILITÀ SOLIDALE (es: danno cagionato durante un’opera d’equipe), posso essere coperto per l’intero e cioè anche per la quota di responsabilità altrui, che dovrei anticipare?

Qualora l’evento avverso derivi dal concorso di più dentisti, è prevista al c.d. responsabilità solidale, ex art 2055 c.c., a mente del quale il danneggiato potrà richiedere il risarcimento dell’intero danno subito ad uno soltanto dei medici coinvolti.
In tal caso, bisognerà sapere che, generalmente, l’assicurazione prevede l’indennizzo parziale, limitato alla sola quota di danno cagionata dal proprio assicurato. Ne consegue che, se il danneggiato richiede il risarcimento dell’intero danno ad un solo dentista, in realtà, responsabile solo in una percentuale %, questi, nonostante assicurato fino ad un massimale che copre l’intero danno, sarà costretto a versare di tasca propria la somma corrispondente alla quota percentuale di danno causata dai colleghi (o anche altra tipologia di sanitari, es: anestesista).
Ed anche, se è pur vero che, una volta versata la somma della quale non era responsabile, egli avrà diritto a rivalersi sul responsabile collega per la detta somma, pur tuttavia potrebbe risultare alquanto fastidioso dover anticipare somme di denaro (talvolta ingenti) e, persino, doversi sobbarcare di un giudizio, lungo e costoso, per ottenere il dovuto.
In proposito, allo stato attuale, non esistono clausole che prevedano questo tipo di eventualità, che sarebbe opportuno venissero elaborate dalle assicurazioni.
A questo punto, per qualsiasi chiarimento, non esitate a consultare un legale, al fine di dipanare la matassa assicurativa, ricordando di accertarsi che la compagnia assicurativa con cui si stipuli una polizza sia di certa solvibilità (perché se pago un premio minimo ad un’assicurazione che poi fallisce, ho pagato inutilmente, e, tanto valeva non essere assicurati.